mercoledì, 17 Aprile 2024
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Iren, crescono gli utili: ma cala il fatturato

L'indebitamento finanziario netto della multiutility è ora pari a 3.716 milioni (+11%, erano 3.347 milioni al 31 dicembre)

REGGIO EMILIA – Un utile netto di gruppo a quota 135 milioni di euro, +15% rispetto ai 118 milioni del 31 marzo 2022 (includevano l’impatto negativo del contributo di solidarietà, pari a 24 milioni): lo registra il gruppo Iren, il cui Cda ha approvato i risultati al 31 marzo.

Tra i principali indicatori, i ricavi consolidati pesano 2.019,8 milioni, in diminuzione del -7,6% rispetto ai 2.185,7 milioni del primo trimestre 2022. I principali fattori di contrazione del fatturato, spiega il gruppo, sono riferibili “ai minori ricavi energetici”, influenzati per 570 milioni dalle minori quantità vendute, in parte correlate ad un andamento climatico più mite, parzialmente compensati dalla crescita dei prezzi delle commodities (+320 milioni).

L’Ebitda è pari a 368 milioni (+2% sui 363 milioni di un anno fa): l’incremento è principalmente determinato dal recupero della marginalità della BU Mercato, dal consolidamento di SEI Toscana e dalla crescita organica, in un contesto caratterizzato da minori volumi energetici (-34 milioni) e da maggiori costi per effetto dell’inflazione.

L’indebitamento finanziario netto della multiutility è ora pari a 3.716 milioni (+11%, erano 3.347 milioni al 31 dicembre). “L’incremento temporaneo del capitale circolante netto e gli investimenti realizzati nel periodo hanno contribuito alla crescita del debito netto”, spiega la società in una nota. Nella trimestrale spuntano anche investimenti tecnici e lavori di efficienza energetica pari a 258 milioni, in crescita del 34% rispetto al primo trimestre 2022, con il raddoppio degli investimenti di trattamento rifiuti grazie alla realizzazione di tre nuovi impianti.

Nel frattempo “continua la crescita sostenibile di Iren, con la maggioranza degli indicatori di performance in linea rispetto alle previsioni di Piano e in miglioramento rispetto al primo trimestre 2022”: calo dell’intensità carbonica, +44% di materia recuperata negli impianti del Gruppo, +70% di produzione di biometano, forte incremento delle attività di efficientamento energetico e della qualità del servizio offerto con un calo del -5% dei prelievi idrici per abitante al giorno.

“I risultati positivi appena approvati – commenta il presidente Luca Dal Fabbro – confermano la solidità finanziaria del gruppo Iren, garantita da un piano industriale equilibrato e solido che stiamo seguendo. Il trend positivo, sostenuto anche dal contributo di SEI Toscana (società attiva nella raccolta rifiuti consolidata dallo scorso luglio) sottolinea la capacità di Iren di estrarre valore dal consolidamento societario. Il successo delle recenti acquisizioni in capacità rinnovabile rafforzano il Piano Industriale volto alla decarbonizzazione e all’economia circolare”.

Aggiunge Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato e direttore generale: “Prosegue il percorso di crescita del Gruppo Iren sostenuto dagli investimenti tecnici, cresciuti del 34% rispetto al primo trimestre 2022. I risultati positivi si basano soprattutto su un recupero della marginalità della Mercato rispetto allo scorso anno, nonostante la riduzione dei consumi (-19%) che ha avuto un impatto significativo sulle nostre performance. L’attenta disciplina finanziaria attuata da Iren- sottolinea Armani- viene avvalorata dal recente innalzamento del rating da parte di S&P. Confidenti dello sviluppo industriale previsto nei prossimi trimestri confermiamo la guidance per il 2023, che prevede una crescita del 6% della marginalità, in linea con il piano”.

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