domenica, 14 Luglio 2024
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Tariffa rifiuti anticipata, spunta pure il conguaglio del 2024

Nella delibera comunale del 23 febbraio scorso si precisa, a scanso di equivoci, che le tariffe applicate nei primi sei mesi di quest'anno sono quelle del 2022, ma la differenza sarà recuperata con la prima rata 2024

REGGIO EMILIA – I reggiani non dovranno solo pagare ad Iren con tre mesi di anticipo la Tari del primo semestre 2023, ma dovranno pure versare un conguaglio nel 2024 dato che la fatturazione dei primi sei mesi di quest’anno terrà conto delle tariffe 2022 (questo perché le nuove tariffe 2023 saranno approvate entro aprile, ndr). Lo si evince dalla delibera di giunta del 23 febbraio 2023 che ha approvato la riscossione anticipata della Tari, anticipandola al 31 marzo invece che a fine giugno.

Il Comune, con questo atto, ha accolto la proposta avanzata dal gestore Iren Ambiente che comprende un anticipo anche per la rata del secondo semestre che sarà riscossa il 30 settembre (in questo caso già con tariffe 2023). La delibera prevede che “il ricalcolo del primo semestre con le tariffe 2023 verrà fatturato in sede di prima rata 2024”.

E’ bene precisare che aderire alla richiesta di Iren è una scelta del Comune di Reggio che, in quanto socio, come peraltro gli altri Comuni, non è per nulla tenuto ad esaudire la richiesta della multiutility, tanto è vero che i Comuni di Scandiano e Rubiera, per esempio, hanno lasciato inalterate le scadenze alla fine del semestre.

Iren motiva così la richiesta fatta nella delibera: “Beneficio di tipo tecnico: la scadenza proposta consente, evitando il concentrarsi delle scadenze nei mesi di giugno e dicembre di una migliore gestione nella fase di sollecito degli insoluti e di richieste di rateizzazione. Beneficio di tipo organizzativo: dato che la scadenza proposta assicura che le risorse degli uffici di Iren Ambiente siano dedicate in modo più assiduo all’organizzazione delle attività per il Comune di Reggio”.

Ci sarebbero perfino, a sentire Iren, dei benefici per gli utenti dato che “la scadenza proposta consente di rispettare ampiamente e superare il termine di 20 giorni solari tra la data di emissione fattura e il termine di scadenza in conformità del regolamento e al Tqrif visto le minori problematiche organizzative in fase di emissione. Di applicare per la prima rata le tariffe 2022”. Anche se poi si precisa, a scanso di equivoci, che “la differenza tra tariffe 2022 e tariffe 2023 verrà recuperata con la prima rata 2024”.

Non si capisce bene, dunque, quali siano i vantaggi per i cittadini. Si intuiscono, invece, quelli per Iren che si trova una maggiore liquidità con tre mesi di anticipo, senza tuttavia che via sia alcun beneficio per gli utenti che, di fatto, versano dei soldi alla multiutility tre mesi prima del dovuto. Le banche, per cose del genere, di solito chiedono gli interessi…

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