REGGIO EMILIA – Nel 2025 sono stati 11.917 gli utenti trattati dal servizio di Salute mentale adulti dell’Ausl di Reggio Emilia, in aumento del 6,8% rispetto al dato precedente il covid (2019), quando erano stati 11.154. Sempre l’anno scorso le persone risultate in carico al servizio risultano 7.710, cresciute del 17,3% rispetto ai 6.754 del 2019. I dati emergono dalla riunione della commissione Welfare del Comune, riunita in serata ai Chiostri di San Pietro per affrontare il tema della salute mentale.
Una convocazione fissata da tempo, che ha però assunto particolare rilevanza dopo l’aggressione di domenica al distributore di benzina di via Martiri di Cervarolo, in cui un 26enne con disturbi psichici ha ferito tre persone. Tornando ai dati, particolarmente significativo l’incremento dei disturbi tra i ragazzi della fascia 14-19 anni, certificato dagli accessi al consultorio “Open G”.
Nel 2020 si registravano 664 utenti a fronte dei 1.676 del 2025, con un incremento percentuale del 152%. In lieve aumento dal periodo della pandemia anche gli assuntori di stupefacenti: 3.920 gli utenti del Serdp che sei anni fa erano 3.705 (+ 5,9%). Come spiega Gian Maria Galeazzi, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ausl reggiana, il rischio di comportamenti violenti aumenta in proporzione con l’abuso di alcol o sostanze, e per chi vive in condizioni di grave marginalità.
Su questi fattori, spiega il professionista, si può però intervenire in modo “integrato” mettendo in rete servizi e istituzioni: da quelli sociali e sanitari, alla scuola, il terzo settore e il mondo della giustizia.


