
REGGIO EMILIA – Uno “scoperto” aziendale di circa tre milioni determinato dal rinnovo del contratto collettivo nazionale non compensato interamente dai fondi statali. Ma anche la contrattazione di secondo livello bloccata e una fuga di personale che rischia di vanificare gli investimenti nei nuovi flotta bus. È il quadro dipinto dalla Filt-Cgil reggiana al termine del confronto avuto ieri con i vertici aziendali di Seta per l’illustrazione dello stato finanziario dell’azienda di trasporto pubblico.
Secondo la sigla, Seta attribuisce le perdite di bilancio e le difficoltà gestionali a tre fattori concomitanti: il rincaro dei carburanti, la crescita dei costi assicurativi e la mancata copertura statale del rinnovo del Ccnl. La Filt, pur riconoscendo precise responsabilità politiche nazionali nel definire le priorità di spesa pubblica per la mobilità, contesta fermamente la scelta di procedere con l’acquisto di nuovi mezzi ecologici (22 autobus destinati a Reggio Emilia, 24 a Modena e 16 a Piacenza) senza investire contestualmente sulle risorse umane e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (disponibilità in turno, trasferimenti e gestione dei lavoratori inidonei).
“Il quadro finanziario emerso è fortemente compromesso per cause che non possono essere derubricate a una sfortuna congiunturale ma vanno imputate a precise responsabilità gestionali. Siamo di fronte ad un’esplicita scelta politica di classe da parte del Governo: i fondi per garantire i salari di chi lavora e il diritto alla mobilità dei cittadini vengono costantemente tagliati”, afferma la Filt.
“Si investono milioni sulle infrastrutture fisiche e sui mezzi tecnologici, dimenticandosi del fattore lavoro. Comprare autobus di ultima generazione non serve se poi i mezzi restano fermi nei depositi perché i lavoratori scappano da questa professione a causa di stipendi da fame e turni massacranti”, aggiunge il sindacato. Che poi ribadisce: “Crediamo sia necessario invertire la tendenza sulla mancata valorizzazione delle risorse interne, mentre si continua a cercare figure apicali all’esterno della struttura aziendale, svilendo le professionalità e le competenze già presenti all’interno dell’organico”.
Da ultimo “va ricordato il tema della gara per l’affidamento del servizio che verrà prorogata di due anni, con l’obiettivo dichiarato di lavorare verso la creazione dell’Azienda Unica Regionale. Una transizione che, per i prossimi due anni, costringerà tutti a fare i conti con risorse ridotte al lumicino”. Per questo, “il contratto unico rimane l’obiettivo e visto che l’azienda dichiara l’assenza di risorse economiche, la nostra azione sindacale si sposta verso i territori. Le risorse necessarie vanno ricercate negli enti soci siano essi pubblici o privati della compagine societaria di Seta”.


