mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Castelnovo Monti, dà fuoco all’appartamento del fratello

Dopo lo sfratto: 33enne marocchino denunciato dai carabinieri per danneggiamento seguito da incendio

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Dà fuoco all’appartamento del fratello dopo uno sfratto forzato: 33enne marocchino denunciato dai carabinieri per danneggiamento seguito da incendio. L’allarme è scattato intorno alle 22,30 di giovedì scorso quando le fiamme sono state individuate in corrispondenza del terrazzino verandato di un appartamento al secondo piano.

I militari, giunti sul posto, hanno dovuto forzare la porta blindata, trovata chiusa con mandate, per permettere ai vigili del fuoco di estinguere il rogo. Gli accertamenti hanno rivelato che l’incendio aveva interessato non solo la veranda esterna, ma anche la stessa porta d’ingresso, nei cui pressi è stata rinvenuta una latta metallica carbonizzata utilizzata per innescare il fuoco. Le indagini, in via presuntiva, hanno inquadrato l’evento nel contesto di una profonda crisi familiare tra l’indagato e il fratello maggiore, locatario dell’immobile.

Quest’ultimo, a causa di continui attriti economici e liti, si era recentemente trasferito in un altro Comune, decidendo di chiudere l’abitazione e interrompere l’ospitalità nei confronti del fratello. Proprio l’impossibilità di accedere all’appartamento nella serata del 23 aprile, dovuta al cambio di modalità di chiusura della porta, avrebbe scatenato la furia dell’uomo.

Nel corso delle indagini i carabinieri della stazione di Castelnovo Monti hanno acquisito una serie di presunti elementi di responsabilità a carico del 33enne tra cui tracce di intonaco bianco compatibili con lo sfregamento contro il muro del lucernaio utilizzato per raggiungere il tetto e la veranda rinvenute nel giubbotto, testimonianze e acquisizione di elementi che hanno confermato il risentimento dell’uomo e la sua frustrazione per non essere riuscito a entrare in casa con la consueta tessera magnetica.

L’uomo è stato rintracciato all’alba del 24 aprile all’interno di un garage della palazzina, dove aveva cercato rifugio dopo il fatto. Gli indumenti sono stati sequestrati e saranno oggetto di ulteriori accertamenti tecnici al Ris di Parma per individuare eventuali residui di acceleranti infiammabili.