mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Nervi, errori e rimpianti: la Reggiana si smarrisce sotto il cielo di Genova

Nonostante l'illusorio vantaggio conquistato da Portanova, una serie di esitazioni e un nervosismo palpabile minano la solidità dei granata, che cedono sotto i colpi decisi di Conti e Barak

REGGIO EMILIA – Sotto il cielo di Genova, nell’imponente cornice dello stadio “Luigi Ferraris”, la Reggiana scende in campo priva del suo condottiero, Davide Dionigi, assente per squalifica e sostituito dal vice allenatore Lorenzo Sibilano. Nonostante l’illusorio vantaggio conquistato da Portanova, una serie di esitazioni e un nervosismo palpabile minano la solidità dei granata, che cedono sotto i colpi decisi di Conti e Barak. Al fischio finale, la squadra lascia il campo con il capo chino, segnato non solo dalla sconfitta, ma dal senso di un’opportunità sfumata. Ora, più che mai, è vitale ritrovare quella fierezza granata che, nei momenti di difficoltà, deve emergere come un faro, per riscrivere il cammino e recuperare la propria vera essenza.

Primo tempo
Nel corso delle battute iniziali le squadre si studiano con cautela, ma è subito chiaro che la partita non sarà mai banale. Al quinto minuto, Portanova prova a sorprendere Ghidotti con un pallonetto dalla distanza, il gesto elegante non scalfisce però la sicurezza del portiere, che raccoglie il pallone con la calma di chi è consapevole che il vero spettacolo è appena iniziato. Il gioco si accende subito dopo: un errore in fase di disimpegno di Venuti regala a Charlys l’opportunità di lanciare in profondità Rover. Quest’ultimo genera a sua volta un passaggio così millimetrico per Portanova che, ringrazia per poi freddare il tifoso sampdoriano. La compagine di casa prova a reagire: Cherubini, con un movimento fulmineo, semina il panico nell’area granata, ma Magnani, con tempismo impeccabile, salva la situazione, mentre Rover allontana il pericolo in fallo laterale. Al ventiseiesimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la difesa granata non riesce a liberare il pallone, che finisce sul piede sinistro di Conti. Senza esitazione, calcia a rete: la sfera colpisce la schiena di Magnani, la deviazione beffarda sorprende Motta, che può solo osservare impotente mentre il pallone si insacca in rete.

È il pareggio, e il pubblico esplode in un mormorio di sorpresa, mischiato a un pizzico di incredulità. Scossa dal gol subito, la Reggiana prova a reagire, ma la sua manovra risulta priva di quella vivacità necessaria per spezzare la difesa avversaria. Da riportare sul taccuino sono sia un sinistro potente di Conti da fuori area che sfiora il palo, mancando di poco il bersaglio; sia una capocciata di Papetti smanacciata sopra la traversa da Ghidotti. Nel finale di tempo, il gioco si fa più fisico. Un contrasto aereo tra Tavsan e Venuti lascia il primo a terra, ma senza gravi conseguenze al volto. Venuti, però, accusa un dolore lancinante al ginocchio: il suo grido di dolore è accompagnato dal suono secco di un legamento che cede, un colpo sordo che gelida la scena. Il blucerchiato è costretto ad abbandonare il campo, in barella, mentre i compagni osservano preoccupati. La prima frazione si chiude così in perfetta parità, ma è evidente che nulla è deciso. La ripresa promette scintille, con entrambe le formazioni pronte a contendersi i tre punti.

Secondo tempo
I tecnici ricorrono alle sostituzioni, apportando modifiche nei rispettivi reparti con l’intento di ridare energia e freschezza alle proprie formazioni. Tuttavia, le azioni degne di nota stentano a prendere forma, frenate da errori in fase di impostazione che ne minano l’efficacia. A onor di cronaca, il direttore di gara si vede costretto ad allontanare dalla panchina, seppur con tempistiche separate, Nicola Pozzi (collaboratore tecnico della Sampdoria), un membro dello staff granata e un componente della panchina doriana, tutti per aver rivolto parole oltre misura nei confronti dell’arbitro. Quando tutto sembra ormai destinato a concludersi in parità, accade l’imprevedibile all’ottantottesimo minuto: un calcio piazzato si trasforma in un caos nell’area granata, con la palla che carambola su Barak (subentrato a Cherubini), il quale, con una conclusione radente, batte Motta, scatenando l’entusiasmo del “Ferraris”. La tensione cresce, ma è il triplice fischio a chiudere il match, con la Sampdoria che si prende una vittoria fondamentale, uscendo così dalla zona rossa della classifica. Per la Reggiana, la sconfitta segna l’ingresso in un periodo delicato. Se il nervosismo dovesse persistere, i granata potrebbero rischiare di veder compromessa la serenità necessaria per rialzarsi.

Il tabellino

U.C. SAMPDORIA – A.C. REGGIANA 1919: 2 – 1

Marcatori: 14’ Portanova (R), 26’ Conti (S), 88’ Barak (S).

U.C. SAMPDORIA (3-4-2-1): Ghidotti; Venuti (dal 45’ Ferrari), Abildgaard, Hadzikadunic; Depaoli, Conti (dal 80’ Ricci), Henderson, Giordano (dal 60’ Ioannou); Pafundi (dal 80’ Cuni), Cherubini (dal 60’ Barak); Coda. A disposizione: Coucke, Krastev, Ravaglia, Vulikic, Bellemo, Benedetti, Narro. Allenatore: Angelo Gregucci.

A.C. REGGIANA 1919 (3-4-2-1): Motta; Papetti, Magnani, Quaranta; Rover (dal 57’ Marras), Reinhart (dal 78’ Mendicino), Charlys, Bozzolan (dal 78’ Libutti); Tavsan (dal 71’ Lambourde), Portanova; Novakovich (dal 78’ Gondo). A disposizione: Seculin, Rozzio, Bonetti, Sampirisi, Tripaldelli, Stulac, Vallarelli. Allenatore: Lorenzo Sibilano.

Arbitro: Giuseppe Collu sez. di Cagliari (Assistenti: Niedda Andrea sez. di Ozieri, Simone Biffi sez. di Treviglio. IV Ufficiale: Andra Calzavara sez. di Varese. VAR: Luigi Nasca sez. di Bari. AVAR: Paolo Silvio Mazzoleni sez. di Bergamo).

Note – Espulsi: Nicola Pozzi (collaboratore tecnico della Sampdoria), insieme a un membro dello staff granata e a un altro componente della panchina doriana, tutti allontanati per comportamento irriguardoso e atteggiamento verbale eccessivo. Ammoniti: Depaoli, Reinhart, Portanova, Hadzikadunic, Rover, Lambourde, Ferrari. Angoli: 5 – 4. Recupero: 5’ pt. – 6’ st.