mercoledì, 7 Ottobre 2026
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La Reggiana affonda a Pescara: 2-1

All’“Adriatico” i granata cedono all’ultima in classifica: tensioni, espulsioni e una prestazione senza anima

REGGIO EMILIA – La Reggiana crolla come un gigante ferito sul palcoscenico dello stadio “Adriatico-Giovanni Cornacchia” di Pescara, piegata dall’ultima della classe. Una sconfitta che brucia nel cuore dei tifosi, resa ancora più amara dal vedere la squadra smarrire la propria identità, come un vessillo senza vento. La tensione esplode anche ai margini del campo: l’allenatore Dionigi e il segretario generale Simonelli vengono espulsi per proteste veementi, simbolo tangibile della rabbia e della frustrazione che attanagliano la formazione granata, soggiogata dalla perdita di passo e di coraggio.

Primo tempo
Il Pescara depone la consueta casacca bianco-azzurra e si presenta in una veste rossa dal sapore natalizio; la Reggiana risponde con un candido completo immacolato. Dopo il primo colpo d’occhio, gli spalti e il campo si fondono in un unico palcoscenico, e la narrazione passa al calcio giocato. L’incontro si accende subito tra vigore e contrasti decisi: al terzo minuto Rozzio apre il registro delle ammonizioni con un intervento deciso su Valzania, imitato poco dopo da Gravillon, che entra con eccessivo ardore su Novakovich. All’undicesimo, “l’Adriatico” esplode di gioia: l’azione si sviluppa come in un gioco del destino, con il pallone che prima colpisce il legno e poi la traversa; sulla sfera vagante si avventa Corazza, che non fallisce e trafigge Motta. Un gol che nasce dalla confusione difensiva della Reggiana, sorpresa e smarrita nell’occasione.

Quattro minuti più tardi Squizzato perde il controllo della sfera, Rover ne approfitta e, con un gesto di classe, infila la sfera sotto l’incrocio, ristabilendo la parità. La tensione cresce: Dionigi, alla guida degli emiliani, viene allontanato dall’area tecnica per proteste vivaci. Il brogliaccio degli appunti annota poi il tiro di Olzer, respinto con sicurezza dall’estremo difensore reggiano, che poco dopo si ripete negando la gioia del gol a Gravillon. Il Pescara, noto anche come “Delfino Pescara 1936”, appellativo che richiama la sua anima marina e la lunga storia, prova a riprendere il filo dell’offensiva; tuttavia, malgrado la Reggiana non esprima un gioco nè brillante nè convincente, la linea difensiva ospite riesce comunque a contenere le iniziative avversarie. Nel finale Rover tenta ancora di pungere, ma la retroguardia pescarese devia la minaccia sul fondo. Cala così il sipario sul primo atto: il “Delfino” vede rallentata la propria corsa da una Reggiana opaca e lontana dalle sue consuete prestazioni, ma ancora in partita, pronta a rinviare ogni verdetto alla ripresa.

Secondo tempo
La compagine locale imprime il proprio ritmo, tessendo trame di gioco che mettono in seria difficoltà i rivali. Ma il fato beffardo si manifesta: Rozzio, uscendo dal rifugio della difesa, perde palla. Di Nardo orchestra il contropiede del Pescara, e Bertagnoli frana sull’avversario: il direttore di gara non ha dubbi, è calcio di punizione. Olzer si incarica della battuta: rasoterra potente e preciso, che sorprende Motta alla sua sinistra. La barriera salta inspiegabilmente, e la Reggiana svanisce, smarrita, travolta dall’impeto degli avversari. Un lampo di speranza sembra squarciare il buio: sugli sviluppi di un corner di Reinhart, Portanova colpisce di testa con vigore.

Desplanches, con riflessi fulminei degni di un pilota di Formula 1, smanaccia la sfera lontano dalla porta, respingendo il pericolo. Il gioco si fa incandescente: la girandola delle sostituzioni entra in scena, ma i nuovi innesti non sortiscono alcun effetto. La Reggiana appare spenta, impotente; addirittura viene espulso Nicola Simonelli, segretario generale, per proteste; un episodio che sembra simbolico della confusione e della frustrazione che regnano in campo. Giunge infine il triplice fischio: il Pescara, dopo tre mesi di digiuno, agguanta la seconda vittoria stagionale. La Reggiana cade dinanzi alla peggior difesa del campionato, incapace di trovare spunti, soluzioni. Una squadra svuotata di energie e di fiducia, che ancora una volta dimostra quanto sia arduo trovare la via del successo.

Il tabellino

PESCARA CALCIO 1936 – A.C. REGGIANA 1919: 2 – 1

Marcatori: 11′ Corazza (P), 15′ Rover (R), 61’ Olzer (P).

PESCARA CALCIO 1936 (3-5-2): Desplanches; Gravillon, Brosco, Capellini; Corazza, Valzania, Squizzato (dal 76’ Caligara), Olzer (dal 73’ Dagasso), Letizia (dal 83’ Sgarbi); Tonin, Di Nardo. A disposizione: Saio, Corbo, Graziani, Brandes, Meazzi, Berardi, Okwonkwo, Vinciguerra, Cangiano. Allenatore: Emiliano Testini.

A.C. REGGIANA 1919 (3-5-1-1): Motta; Libutti, Rozzio, Quaranta; Rover (dal 76’ Sampirisi), Bertagnoli (dal 76’ Mendicino), Reinhart, Vallarelli (dal 62’ Tavsan), Bozzolan (dal 82’ Lambourde); Portanova; Novakovich. A disposizione: Seculin, Saro, Bonetti, Lepri, Tripaldelli, Stulac, Basili, Cavaliere. Allenatore: Davide Dionigi.

Arbitro: Ermanno Feliciani sez. di Teramo (Assistenti: Mattia Politi sez. di Lecce, Francesco Cortese sez. di Palermo. IV Ufficiale: Valerio Pezzopane sez. di L’Aquila. VAR: Marco Monaldi sez. di Macerata. AVAR: Livio Martinelli sez. di Tivoli).

Note – Espulsi: Dionigi (allenatore Reggiana), Nicola Simonelli (segretario generale Reggiana), entrambi per lingua troppo lunga. Ammoniti: Rozzio, Gravillon, Portanova, Vallarelli, Bozzolan. Angoli: 8 – 5. Recupero: 3’ pt. – 4’ st.