mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Usura ed estorsione, sequestrati beni per 1,4 milioni

A un imprenditore reggiano. Secondo la Finanza il patrimonio era "sproporzionato" rispetto ai redditi dichiarati

REGGIO EMILIA – La Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha eseguito, nei giorni scorsi, un ingente sequestro di beni, per un valore complessivo stimato in circa 1,4 milioni di euro, nei confronti di un imprenditore reggiano. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia ed emesso dal Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione, nell’ambito della normativa antimafia.

L’attività trae origine da una serie di approfondite investigazioni economico-finanziarie condotte dalle Fiamme Gialle reggiane. L’imprenditore, Giambattista Di Tinco, era già stato coinvolto in precedenti indagini per frode fiscale, oltre a essere stato arrestato lo scorso marzo per usura ed estorsione dalla Finanza nell’ambito dell’operazione “Ottovolante”. Attualmente si trova ancora in stato di detenzione.

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito il tenore di vita dell’imprenditore e del suo nucleo familiare, confrontando entrate dichiarate e spese sostenute per l’acquisto di immobili, partecipazioni societarie e per il mantenimento dello stile di vita. Le verifiche hanno permesso di accertare la sproporzione evidente tra il patrimonio posseduto e i redditi ufficiali, evidenziando disponibilità non giustificate per circa 1,4 milioni di euro.

Sulla base degli elementi raccolti, la procura ha richiesto l’adozione di una misura di prevenzione patrimoniale. Il tribunale di Bologna ha quindi disposto un decreto di sequestro anticipato. Il provvedimento riguarda: le quote di tre società riconducibili all’imprenditore, i relativi compendi aziendali, diversi rapporti finanziari, un immobile residenziale situato nel comune capoluogo.