
REGGIO EMILIA – Inserire nei bandi di gara del Comune delle clausole premiali per chi garantisce ai lavoratori – sia diretti che in subappalto – un compenso pari ad almeno nove euro l’ora. Lo prevede la mozione sul “salario minimo comunale” approvata oggi dal Consiglio comunale di Reggio Emilia. Il documento è stato proposto in sala del Tricolore da Alessandro Miglioli, capogruppo di Verdi e Possibile (primo firmatario), venendo sottoscritto anche da Movimento 5 Stelle, Lista Massari e Partito democratico.
“Il salario minimo comunale è una vittoria per tutta la città, un simbolo forte di come a Reggio Emilia il lavoro sicuro e di qualità debba essere una priorità, e di come non debba esserci spazio per chi fa lavorare in condizioni non dignitose le persone”, esulta Miglioli. Che parla quindi di “uno strumento di tutela di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori”.
Il consigliere ricorda inoltre: “Alleanza Verdi e Sinistra, Rec e Possibile chiedono da anni a gran voce che il salario minimo venga approvato a livello nazionale. Il primo momento di riflessione fatto a livello locale dal comitato di Possibile Reggio Emilia su questo tema risale al 2021. E continuiamo a chiedere con forza una legge nazionale, che metta una volta per tutte la parola fine a contratti che, pur essendo perfettamente legali, non consentono a lavoratrici e lavoratori di vivere in condizioni dignitose e arrivare alla fine del mese”.
Pertanto “sono fiero – conclude Miglioli – del fatto che ora anche Reggio Emilia sia dalla parte giusta di questa battaglia”.
Sorridono anche i consiglieri di Coalizione civica Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli: “Nel luglio 2024, con i voti contrari di Partito democratico e alleati, il Consiglio comunale bocciava la nostra proposta per inserire il salario minimo tra le priorità del mandato”, dicono. “Oggi in Consiglio comunale Coalizione Civica ci ha riprovato e ci è riuscita: abbiamo fatto approvare una nuova mozione per garantire almeno nove euro lordi all’ora a tutte le lavoratrici e i lavoratori impiegati negli appalti, concessioni e forniture del Comune di Reggio”.
Per De Lucia e Aguzzoli “non è accettabile che il pubblico alimenti il lavoro povero. Abbiamo visto troppe gare al ribasso, troppi servizi esternalizzati a condizioni indecenti. Il dolore delle persone sottopagate non può essere ignorato perchè dietro ogni contratto c’è una famiglia, un giovane che non riesce a costruirsi un futuro, una lavoratrice che non arriva a fine mese”.
In città, chiosano i civici, “molti servizi comunali come la manutenzione del verde, la ristorazione scolastica, i servizi educativi e di cura sono oggi affidati in appalto a ditte che vincono le gare offrendo ribassi economici spesso insostenibili. A pagarne il prezzo sono i lavoratori: stipendi sotto i sette euro lordi all’ora, ritmi insostenibili, precarietà continua”. Ma “mettere il lavoro al centro, ora, finalmente sarà realtá anche a Reggio Emilia”.
Le minoranze hanno votato contro la mozione sostenendo che, in assenza di una normativa nazionale, sia di fatto inapplicabile. Andrebbe infatti a interferire con i contratti collettivi nazionali di lavoro e con la libertà di contrattazione.


