mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Ospedale, congelato il piano sosta

Partirà dopo l'intesa su altri temi come salario e sicurezza. Esultano la Cisl e i sindacati dei medici

REGGIO EMILIA – Slitta l’entrata in vigore del piano della riorganizzazione della sosta nell’area dell’ospedale di Reggio Emilia. Il contestato provvedimento, che sarebbe dovuto partire alla fine di ottobre, sarà “congelato” fino al raggiungimento di un accordo unitario tra Ausl e sindacati anche sugli altri temi sollevati dai rappresentanti dei lavoratori come gli aumenti salariali (tramite i “Dep”), lo smart working, la stabilizzazione del personale precario e la sicurezza, con l’introduzione dell’assistenza legale in caso di aggressione.

E’ la principale novità emersa dall’incontro tra l’Azienda, i sanitaria e il Comune di Reggio da un lato, e dall’altro, l’alleanza sindacale formata da Cisl Fp Emilia Centrale, Fials, Nursind e con loro i sindacati dei medici Anaao Assomed, Fassid e Cisl Medici. L’appuntamento era stato chiesto dalle stesse sigle, in una lettera inviata alla direzione dell’Ausl il 24 settembre.

“Con tutto il rispetto per i dipendenti del Comune e di chi lavora in centro – dice Giuliano Ferrara della Cisl Fp Emilia Centrale – i professionisti sanitari sono completamente diversi: noi salviamo vite umane. Per questo dobbiamo avere l’opportunità di poter parcheggiare quando andiamo al lavoro”. I sindacati rivendicano più posteggi gratuti per i dipendenti, “ma ci sono anche alcune situazioni che vanno completamente riviste e modificate, ovviamente non a discapito dei lavoratori. E su cui non abbiamo nessuna difficoltà ad aprire i tavoli di contrattazione”, spiega ancora Ferrara.

Più critico Emanuele Gresia, medico anestesista e rianimatore: “Parliamo di un piano sbagliato fin dall’inizio e da riguardare completamente come abbiamo detto mesi fa. Ma non vediamo neache un punto di partenza”. Secondo Cristian Rapicetta (Anaao Assomed), “il problema non è l’abbonamento di 30 euro all’anno che i lavoratori pagano, ma il fatto che anche così il posto non è garantito soprattutto in alcune fasce orarie”. Per Annalisia Pilia, segretaria della Cisl Medici, non sta poi in piedi il discorso dei posti a rotazione, più volte evocato da amministrazione e azienda. “Nessuno dei dipendenti può ruotare. E’ chiaro che io il posto non lo lascio libero nè se è gratis, nè se lo pago”, sottolinea Pilia.

Giuseppina Parente (Fials) già “co-madrina” della mozione popolare che ha poi portato ad una franchigia di due ore per gli utenti, ricorda infine il progetto del parcheggio interrato da realizzare nell’ambito del Core, previsto da una delibera del 2013. Parente, carte alla mano, avrebbe inoltre sposato la tesi più volte ribadita da Fratelli d’Italia secondo cui le tariffe del parcheggio ospedaliero servirebbero a coprire una serie di mancati introiti del concessionario della sosta: il consorzio Tea.

Cristian Paglialonga, capogruppo di Fdi in sala del Tricolore fa in particolare riferimento ad una delibera del 2019 che stabilisce come “il parcheggio dell’ospedale Santa Maria Nuova debba generare ricavi annui superiori a 646.000 euro a partire dal 2020, arrivando a 711.000 nel 2024. Il contratto prevede che l’80% degli introiti aggiuntivi rispetto a queste stime venga retrocesso al Comune”. Insomma “un sistema che incentiva direttamente il mantenimento del parcheggio a pagamento e scoraggia ogni possibile gratuità”, sottolinea Paglialonga. L’affidamento del servizio a Tea è stato prorogato fino al 2026.