BOLOGNA – Sono stati oltre mille i lavoratori metalmeccanici della provincia di Reggio Emilia partiti oggi – con 25 pulmann- per Bologna, dove hanno partecipato alla manifestazione regionale per la riapertura del confronto sul rinnovo del contratto nazionale.
Nelle principali aziende del territorio, afferma la Fiom Cgil, si sono registrate adesioni altissime alla mobilitazione: alla Bosch il 97%, alla Dana Motion System l’85%, all’Interpump hanno scioperato il 100% degli operai del reparto macchine e il 90% di quelli del montaggio. E ancora: alla Smeg adesione dell’85%, alla Vimi fasteners del 90%, alla Carpenfer del 90%, alla Sonoco del 90%, alla Fratelli Dieci del 70% e alla P.A del 70%, aggiunge il sindacato.
Quanto al corteo che è partito dal Parco Nord e bloccato la tangenziale del capoluogo felsineo, la Fiom reggiana si dice “sconcertata” dall’annuncio della questura di Bologna di voler denunciare i manifestanti. “Il messaggio chiaro che i lavoratori intendono trasmettere è che il Paese si ferma se Federmeccanica, Assital e Unionmeccanica non riaprono le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici”.
Tra le richieste sindacali nella trattativa (ferma da sette mesi) ci sono aumento del salario, riduzione dell’orario di lavoro e maggiori certezze per le lavoratrici e i lavoratori precari. “La mobilitazione dei metalmeccanici è solo all’inizio e la richiesta di un contratto equo e giusto è più forte che mai”, avvisano ancora le “tute blu” di Reggio Emilia.


