mercoledì, 14 Ottobre 2026
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Israele monitora le proteste a Reggio: Pederzoli nel rapporto del governo

L’attivista reggiano compare nel documento del ministero della Diaspora. Censita l’iniziativa del 6 ottobre in piazzale Europa, classificata a rischio medio

REGGIO EMILIA – Un cittadino italiano, impegnato nella solidarietà con la Palestina, finisce in un rapporto di un governo straniero che monitora le proteste e ne valuta il rischio. È quanto emerge dal documento del ministero israeliano degli Affari della Diaspora e della lotta all’antisemitismo: tra i nomi citati compare Cosimo Pederzoli, in relazione all’iniziativa del 6 ottobre alle 18 in piazzale Europa.

Il rapporto, aggiornato al 6 ottobre, censisce 357 appuntamenti in 39 Paesi. Nella riga reggiana, accanto a Pederzoli, figurano Global Sumud Flotilla Italia, Rete Liberi/e di Lottare e Sumud Italia. L’attivista è l’unica persona nominata: il suo profilo è riportato nella colonna sulla potenziale visibilità online, accompagnato dal numero 1.585.

È una raccolta nominativa che pone una questione politica: un ministero straniero registra l’attività pubblica di un cittadino italiano nel contesto delle mobilitazioni critiche verso Israele. Anche quando le informazioni sono accessibili sui social, la loro raccolta in un documento governativo merita attenzione. Chi viene incluso, secondo quali criteri e con quali finalità?

Occorre precisare che la classificazione “Medium” riguarda l’evento, non la pericolosità personale di Pederzoli. La citazione non costituisce un’accusa individuale di antisemitismo e la tabella non prova chi fosse fisicamente presente. Queste distinzioni non cancellano il tema del monitoraggio. Il ministero dichiara di utilizzare segnalazioni e informazioni raccolte online attraverso sistemi tecnologici. La protesta reggiana entra così in una mappa internazionale osservata e classificata dal governo contro le cui politiche si manifesta.

E’ da segnalare che Pederzoli è stato anche uno dei protagonisti nel portare all’attenzione pubblica il caso della visita degli insegnanti delle scuole ebraiche statunitensi a Reggio Children. Attraverso le sue segnalazioni ha evidenziato iniziative di sostegno all’Idf, l’esercito israeliano, e incontri con militari organizzati da alcune delle scuole coinvolte. Un’attività che ha alimentato il confronto cittadino sull’accoglienza della delegazione e sulla coerenza di queste iniziative con i principi educativi reggiani.

Ha scritto Pederzoli su Fb: “Nome e cognome. Una vera e propria schedatura da parte di uno Stato straniero riguardo un’iniziativa pacifica su suolo italiano. Schedati come antisemiti di media pericolosità per aver posto delle domande che riguardavano i collegamenti tra istruzione, propaganda militare e genocidio. Chi mi conosce sa perfettamente che non sono antisemita, non ho nulla contro gli ebrei e rispetto ogni credo. Ho molto contro gli stupratori di democrazia, i governi sanguinari, cultori del genocidio e dell’occupazione. Anche questo si può mettere a mio nome e cognome”.