mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Rifiuti, 500 multe per abbandoni in otto mesi

Verbali per un totale di 110mila euro. L'assessore Prandi: "Lo scopo non è fare cassa". Il dato mostra un andamento in costante calo

REGGIO EMILIA – E’ di 500 verbali, per un totale di circa 110mila euro, il bilancio dei primi otto mesi del 2026 dell’attività delle fototrappole piazzate dal Comune di Reggio Emilia per contrastare l’abbandono di rifiuti e tutelare il decoro urbano. Il dato fornito dall’amministrazione mostra un andamento in costante calo: dai 108 verbali di gennaio (23.690 euro) si è passati agli 81 di febbraio, 71 a marzo e aprile, 48 a maggio, 45 a giugno, fino ai 35 di luglio e 41 di agosto, registrando una flessione di oltre il 60% rispetto all’inizio dell’anno.

Oltre al monitoraggio tecnologico, gli agenti accertatori hanno effettuato sul campo 3.177 interventi tra gennaio e agosto (366 a gennaio, 326 a febbraio, 462 a marzo, 426 ad aprile, 353 a maggio, 388 a giugno, 467 a luglio e 389 ad agosto), che hanno portato a 319 sanzioni per un valore totale di 62.896,40 euro (con una media di circa 10 verbali ogni 100 verifiche). Per quanto riguarda lo stato dei pagamenti delle fototrappole, infine, figurano 132 verbali già incassati (30.305 euro), 216 notificati (47.348 euro), 8 insoluti (1.656 euro) e 30 ricorsi pendenti (6.555 euro).

Ma “le fototrappole non sono state introdotte per fare cassa e non misuriamo il successo di questo strumento dal numero delle multe. Le sanzioni servono a rendere concreto un principio molto semplice: lo spazio pubblico appartiene a tutti e chi lo danneggia o scarica i propri rifiuti dove non deve non può pensare di farlo senza conseguenze”, sottolinea l’assessore comunale Davide Prandi.

“Il nostro obiettivo, però, è esattamente il contrario di aumentare le sanzioni: vogliamo arrivare ad averne sempre meno perché diminuiscono i comportamenti scorretti”. Dunque, prosegue Prandi, “puntiamo ad una città più pulita, più curata e nella quale il rispetto degli spazi comuni diventi una responsabilità condivisa”.

Con riferimento all’attività degli accertatori, l’esponente della giunta spiega: “La cura della città non può essere affidata soltanto alla pulizia riparativa di ciò che viene abbandonato. Se ci limitassimo a raccogliere ogni volta i rifiuti lasciati illegalmente, finiremmo per chiedere alla collettività di sostenere continuamente le conseguenze di comportamenti individuali scorretti”. Invece “dobbiamo intervenire prima, individuare chi compie questi gesti e nello stesso tempo continuare a migliorare i servizi a disposizione dei cittadini”. Insomma “fermezza verso chi viola le regole e servizi efficienti non sono due politiche alternative: devono procedere insieme”, conclude Prandi.