mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Propaganda neonazista sul web, indagati tre minorenni reggiani

Diciassette persone coinvolte nell’inchiesta di Ros e Digos, quattordici sono minorenni. Al centro degli accertamenti due gruppi social in cui sarebbero stati diffusi messaggi razzisti, elogi di attentatori e manuali per fabbricare ordigni

REGGIO EMILIA – Ci sono anche tre minorenni reggiani tra i 17 indagati coinvolti nell’inchiesta sulla diffusione online di propaganda neonazista e suprematista che ha portato Ros e Digos a eseguire perquisizioni in diverse regioni italiane. Sono complessivamente quattordici i minori finiti negli accertamenti, coordinati dalle procure di Roma, ordinaria e per i minorenni, e di Venezia. Le accuse riguardano propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con aggravanti di terrorismo.

Hanno tutti e tre 17 anni: uno è di Reggio Emilia ed è un ragazzo e gli altri due, un ragazzo e una ragazza, sono della zona fra Carpineti e Castelnovo Monti.

A far partire gli accertamenti è stato il monitoraggio di piattaforme social e canali frequentati da persone vicine agli ambienti del suprematismo bianco, del neonazismo e dell’area accelerazionista. Gli investigatori hanno ricostruito la circolazione di documenti e manifesti attribuiti ad autori di attentati suprematisti, accompagnati da descrizioni delle stragi e delle armi utilizzate.

Tra i materiali sarebbero comparsi anche video di Brenton Tarrant, responsabile degli attacchi alle moschee di Christchurch, le cui azioni venivano apertamente celebrate. All’esaltazione degli attentatori si sarebbero affiancati elogi di Hitler, delle Ss e del fascismo, insieme a messaggi d’odio contro ebrei, persone di colore e omosessuali.

Uno dei gruppi al centro dell’inchiesta è la “Chat del Nuovo Ordine Europeo”, uno spazio privato nel quale alcuni degli indagati avrebbero pubblicato video, immagini e documenti di propaganda nazista e suprematista, oltre a contenuti di negazione dell’Olocausto. Nella stessa chat sarebbero stati condivisi manifesti di attentatori e manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali.

Ad altri indagati viene invece contestata la partecipazione al gruppo “Ffi-Fronte Fascista Italiano”. Anche qui, secondo la ricostruzione investigativa, circolavano post razzisti e antisemiti, contenuti omofobi e negazionisti, filmati di esecuzioni sommarie e massacri contro minoranze etniche. Tra i materiali individuati figurerebbero inoltre propaganda del gruppo suprematista “The Base” e documenti dedicati all’autoaddestramento e alla realizzazione di azioni violente.

Gli accertamenti hanno interessato anche attività di gioco online nelle quali venivano riprodotte scene di violenza e uccisioni ai danni di minoranze etniche. In alcuni casi, nei canali monitorati sarebbero state diffuse istruzioni per costruire esplosivi e aumentarne la capacità offensiva, insieme a materiale sull’impiego di armi bianche e da fuoco.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati armi bianche, bandiere, vessilli e altri oggetti riconducibili alla simbologia nazista, oltre a numerosi dispositivi elettronici ritenuti utilizzati per condividere i contenuti oggetto dell’inchiesta. Non è specificato quali materiali siano stati eventualmente trovati nella disponibilità del minorenne reggiano.

All’operazione hanno partecipato il Ros, con il supporto di diversi comandi provinciali dei carabinieri, tra cui quello di Reggio Emilia, e la Digos di Verona, coordinata dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione e affiancata da altre Digos.