

REGGIO EMILIA – Seicento tifosi reggiani, assiepati sugli spalti del ‘Pier Luigi Penzo’ di Venezia, seguono con il fiato sospeso una serata che finisce per trasformarsi in un’amara resa dei conti. La Reggiana cade per 2-0 al cospetto dei ‘Leoni Alati’, al termine di una gara in cui i lagunari, oltre a colpire due volte, fanno tremare il legno in altre quattro occasioni. Un verdetto severo, che lascia i granata a confrontarsi con un vortice sempre più minaccioso, dal quale riemergere non sarà impresa semplice. Il Venezia, approfittando dell’arresto del Monza, prende il largo e si issa da solo al comando della classifica con 63 punti. Ben diversa la lettura nei bassifondi: Spezia e Reggiana restano appaiate a quota 29, con Bari a 28, Mantova a 27 e Pescara a 22. E con queste ultime tre ancora una partita da recuperare, l’orizzonte nella zona calda rischia di tingersi di tinte ancor più fosche per la formazione emiliana.
Primo tempo
Belardinelli, Bozhanaj, Bozzolan, Gondo, Paz, Rozzio, Tripaldelli, Vicari. Più che un semplice elenco, è la fotografia nitida di un’infermeria granata affollata. Assenze pesanti come macigni, capaci di incidere sull’ossatura della squadra e di costringerla a ridisegnare uomini, equilibri e prospettive. La Reggiana si presenta al ‘Penzo’ vestita di bianco, nella consueta divisa da trasferta, mentre il Venezia sfoggia la maglia scura impreziosita dagli inserti arancioni e verdi. Bastano due giri di lancette perchè l’emiliano Charlys provi a rompere l’equilibrio con una conclusione dalla distanza: l’intenzione è buona, la mira meno, e il pallone non crea grattacapi alla retroguardia lagunare. Poco dopo, su una rimessa laterale battuta da Papetti, i centrali veneti Svoboda e Schingtienne si elevano con autorità. La sfera però non viene allontanata e, dopo un doppio rimpallo beffardo, prende una traiettoria insidiosa verso il palo più lontano. L’estremo difensore di casa legge l’inganno e, con un riflesso felino della mano destra, disinnesca il pericolo. Con il passare dei minuti la formazione emiliana arretra inspiegabilmente il proprio baricentro, quasi ripiegandosi. Il Venezia ne approfitta e aumenta il ritmo delle remate, come gondolieri che affondano con maggiore vigore i remi nella laguna. La pressione si trasforma in vantaggio al quarto d’ora: Haps avanza senza opposizione, prende la mira e lascia partire un mancino velenoso che sorprende Micai. Il colpo si fa sentire. I granata faticano a ritrovare ordine e i lagunari intravedono più volte la possibilità di ampliare il margine, ma tra imprecisioni e qualche eccesso di sicurezza sotto porta il risultato resta in bilico. Al trentacinquesimo Adorante, in spaccata sull’invito di Hainaut, centra il palo. La Reggiana appare in balia delle onde e, nelle battute finali della prima frazione, un fulmineo contropiede dei padroni di casa libera Kike Perez al tiro: il sinistro piazzato sembra destinato a gonfiare la rete e a incendiare l’arena, ma il legno soffoca sul nascere l’urlo del pubblico. Così, nonostante il mare agitato, la Reggiana resta ancora aggrappata alla partita.
Secondo tempo
La ripresa si sviluppa su ritmi più compassati, una cadenza che finisce per favorire la trama dei padroni di casa. La Reggiana, al contrario, fatica a trovare varchi per colpire in ripartenza e resta intrappolata nella manovra avversaria. Al settantunesimo arriva l’episodio che indirizza definitivamente la gara: Yeboah, lasciato colpevolmente senza pressione, scocca una conclusione verso la porta. Micai riesce a opporsi ma non trattiene; sulla sfera vagante si avventa Doumbia che, con tempismo, la deposita in fondo al sacco. Viene naturale chiedersi dove fosse, in quell’istante, la retroguardia emiliana. Poco dopo il Venezia sfiora addirittura il terzo gol: Doumbia colpisce l’ennesimo palo e Lauberbach, subentrato ad Adorante, si ritrova al posto giusto nel momento giusto e insacca. L’esultanza, però, viene subito smorzata dal VAR che ravvisa una posizione di offside. Solo all’ottantatreesimo la Reggiana torna a farsi vedere: Rover chiama in causa Stankovic, costretto a rifugiarsi in angolo. È tuttavia un lampo isolato, perchè fino al triplice fischio è il Venezia a dettare legge. Non a caso Sagrado, entrato al posto di Haps, con una conclusione ben calibrata scheggia ancora il legno. Per i granata arriva così una sconfitta pesante, che li ricaccia in piena zona rossa: lo spettro della Serie C, ora, non appare più una lontana chimera.
Il tabellino
VENEZIA F.C. – A.C. REGGIANA 1919: 2 – 0
Marcatori: 15’ Haps (V), 71’ Doumbia (V).
VENEZIA F.C. (3-5-2): Stankovic; Schingtienne (dal 85’ Korac), Svoboda, Sverko; Hainaut, Kike Perez (dal 80’ Dagasso), Busio, Doumbia (dal 85’ Lella), Haps (dal 67’ Sagrado); Yeboah, Adorante (dal 67’ Lauberbach). A disposizione: Grandi, Venturi, Franjic, Compagnon, Bohinen, Casas, Pietrelli. Allenatore: Giovanni Stroppa.
A.C. REGGIANA 1919 (5-4-1): Micai; Rover, Papetti, Lusuardi (dal 73’ Sampirisi), Quaranta, Bonetti (dal 61’ Lambourde); Bertagnoli (dal 73’ Reinhart), Charlys, Girma, Portanova; Novakovich (dal 92’ Fumagalli). A disposizione: Seculin, Cardinali, Libutti, Mendicino, Vallarelli, Pinelli, Suarez. Allenatore: Lorenzo Rubinacci.
Arbitro: Daniele Chiffi sez. di Padova (Assistenti: Fabiano Preti sez. di Mantova, Federico Fontani sez. di Siena. IV Ufficiale: Abdoulaye Diop sez. di Treviglio. VAR: Alessandro Prontera sez. di Bologna. AVAR: Giacomo Paganessi sez. di Bergamo).
Note – Ammoniti: Haps, Stroppa (allenatore Venezia F.C. per lingua troppo lunga). Angoli: 5 – 3. Recupero: 1’ pt. – 6’ st.


