
GUASTALLA (Reggio Emilia) – Un medico 65enne dirigente, direttore di più Strutture complesse, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri del Nas di Parma con l’accusa di peculato e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, reati contestati in forma continuata. Si tratta di un ortopedico che lavora tra Guastalla, Correggio, Montecchio e S. Ilario.
L’arresto è avvenuto lunedì pomeriggio all’interno dell’ospedale di Guastalla, subito dopo che il professionista avrebbe ricevuto da una paziente 100 euro in contanti come pagamento per una prestazione sanitaria, appropriandosi – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – dell’intera somma destinata invece all’Ausl di Reggio Emilia.
L’operazione si inserisce in un’articolata attività investigativa avviata nel settembre 2025 e condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia. Secondo gli accertamenti dei militari, il medico – pur essendo formalmente autorizzato a svolgere attività libero-professionale intramoenia – avrebbe effettuato visite private senza registrarle nel sistema informatico dell’azienda sanitaria, trattenendo i compensi ricevuti dai pazienti.
Le indagini avrebbero documentato 25 prestazioni private eseguite tra l’11 novembre 2025 e il 2 marzo 2026. In questi casi i pazienti non risultavano prenotati attraverso i canali ufficiali e i pagamenti sarebbero avvenuti esclusivamente in contanti, con importi variabili. Gli appuntamenti, secondo gli investigatori, venivano gestiti direttamente dal medico, aggirando i percorsi istituzionali previsti per l’attività intramoenia.
L’attività investigativa, svolta anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbe inoltre evidenziato che il professionista tratteneva integralmente i compensi senza versare la quota spettante all’azienda sanitaria e, in alcune occasioni, avrebbe utilizzato farmaci appartenenti alla dotazione dello studio ospedaliero per somministrarli ai pazienti visitati privatamente.
Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione. Successivamente, a seguito della convalida dell’arresto, il Gip del tribunale di Reggio Emilia ha disposto la sua immediata liberazione applicando però una misura cautelare interdittiva.
Il provvedimento prevede la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di dodici mesi, con interdizione dall’attività di medico dirigente ospedaliero nelle strutture sanitarie pubbliche rientranti nei servizi territoriali dell’Ausl. Contestualmente è stato disposto anche il divieto temporaneo di esercitare la professione medica in regime di libera professione intramoenia presso qualsiasi struttura sanitaria pubblica per lo stesso periodo.
L’Ausl: “Profonda amarezza per l’accaduto”
Scrive l’Ausl: “In merito al procedimento giudiziario che vede coinvolto un ortopedico dell’ospedale di Guastalla, la direzione dell’Ausl di Reggio Emilia esprime profonda amarezza per la gravità dei fatti contestati e ribadisce la massima collaborazione alle attività di indagine in corso da parte della magistratura. La vicenda nasce infatti da una segnalazione scritta di un cittadino, in seguito alla quale l’Azienda sanitaria ha informato le autorità competenti. Ci preme esprimere vicinanza e solidarietà agli oltre 7.000 professionisti e operatori sanitari che lavorano quotidianamente nelle nostre strutture, oltre naturalmente a ribadire il patto di fiducia stretto con i cittadini e la comunità. La Direzione, infine, informa che l’attività dell’unità operativa non subirà modifiche, né ricadute in termini di qualità e tempestività nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni programmate”.


