
REGGIO EMILIA – Il Mercato Coperto di Reggio Emilia si prepara a una nuova fase della sua storia. Nato con l’ambizione di diventare la casa delle eccellenze gastronomiche del territorio, lo spazio di via Emilia San Pietro ha progressivamente cambiato identità e ora imbocca in modo deciso la strada di un polo commerciale urbano, dove convivranno attività legate al cibo e negozi non food.
Alla vigilia del terzo anniversario dall’apertura, il gruppo La Galleria annuncia un nuovo piano di sviluppo che segna un cambio di posizionamento ormai definitivo. A spiegarlo è Daniele Menozzi, presidente della società, intervenuto ai microfoni de Il Graffio su Telereggio: “Abbiamo scelto un diverso equilibrio tra le funzioni – spiega – puntando su una commistione tra food e non food che possa garantire maggiore solidità al progetto”.
Elemento centrale della nuova fase sarà il rientro del gruppo Oviesse, già presente in passato nello storico edificio. Il gruppo porterà con sé più insegne dedicate al fashion e all’arredo casa, che occuperanno una parte significativa della galleria e rafforzeranno l’offerta commerciale non alimentare. Parallelamente, grazie ai nuovi investimenti, verrà realizzata anche una nuova area food, ripensata negli spazi e nella funzione.
Il piano prevede lavori per circa un milione e mezzo di euro, destinati in particolare alla riorganizzazione interna degli ambienti. L’obiettivo è inaugurare la nuova veste del Mercato Coperto entro Pasqua, restituendo alla città uno spazio rinnovato e con una vocazione più chiara.
Di fatto, il Mercato Coperto si avvia a diventare uno dei principali poli commerciali del centro storico. “Con questo assetto – sottolinea Menozzi – siamo convinti di poter garantire stabilità agli investitori e continuità al progetto”.
Resta sullo sfondo l’idea originaria di un luogo dedicato principalmente ai prodotti locali e alle eccellenze del territorio, che non ha mai trovato una piena realizzazione. “Non abbiamo incontrato imprenditori locali disposti a investire su questo modello e su Reggio Emilia2, ammette il presidente. Da qui la scelta di cambiare rotta, adattando il Mercato Coperto a un modello più sostenibile dal punto di vista economico e gestionale.


