mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Reggio Emilia tra le 10 peggiori città per la scomparsa di attività commerciali

Secondo l'ufficio studi di Confcommercio nel 2012 il totale era di 1.401 unità che sono scese a 1.055 nel 2024. Senza politiche di rigenerazione urbana, diventeranno 778 nel 2035

REGGIO EMILIA – Un’emorragia irrefrenabile quella che fotografa l’ufficio studi nazionale di Confcommercio relativamente alla moria di esercizi commerciali nella nostra città. Reggio Emilia si colloca fra le dieci peggiori città in Italia per la scomparsa di negozi e attività.

Nella classifica vengono considerati supermercati, discount, grandi magazzini, tabacchi, commercio specializzato alimentare, distributori di carburante, computer e telefonia, mobili e ferramenta, articoli culturali e ricreativi, farmacie, negozi di abbigliamento, ambulanti, bar, ristoranti, alberghi e bed and breakfast.

Il dato è impietoso. Utilizzando i dati forniti da Confcommercio, parametrati sul numero di abitanti della nostra città, si vede che nel 2012 il totale di queste attività, nel nostro Comune, era di 1.401 unità che sono scese a 1.055 nel 2024, con una perdita di 346 attività. Confcommercio fa anche una proiezione al 2035 e qui, se non verranno adottate politiche di rigenerazione urbana, si scende a 778 esercizi ancora aperti. E’ evidente come, nell’arco di quasi un quarto di secolo, le attività commerciali si dimezzeranno sul nostro territorio.

I dati di Confcommercio confermano, dunque, quello che tutti i reggiani vedono passeggiando per le strade della nostra città, ovvero la costante desertificazione degli esercizi commerciali che chiudono uno dopo l’altro. In questa sconfortante classifica solo Ravenna, in Regione, si colloca, come noi, fra le dieci peggiori città.

Le cause sono riconducibili, secondo Confcommercio, a una crescita insufficiente dei consumi interni, al cambiamento dei comportamenti di spesa dei consumatori e alla diffusione delle tecnologie digitali che hanno favorito gli acquisti online.