REGGIO EMILIA – La nostra città vive, da tempo,una situazione insostenibile nell’area della stazione ferroviaria. Tra bivacchi, spaccio a cielo aperto e risse quotidiane, il quartiere è ormai percepito come una zona franca dove la legalità sembra non avere cittadinanza. “Ogni giorno i cittadini ci segnalano situazioni di degrado e insicurezza che non possono più essere ignorate”, scrive il Comitato Re.Re, da tempo in prima linea per denunciare quanto accade.
Eppure, secondo il Comitato, “di fronte a questo degrado, la giunta comunale sceglie spesso la strada più comoda, limitandosi a dichiarazioni di facciata”. Le richieste di interventi concreti, prosegue Re.Re, “rimangono purtroppo senza risposta, lasciando il quartiere ostaggio di bivacchi e spaccio”.
Emblematica è la vicenda dell’operazione “Strade Sicure”. L’iniziale previsione di un presidio fisso dell’esercito nell’area della stazione, accolta con favore dai cittadini, è stata poi modificata: il presidio è diventato “dinamico”, riducendo la presenza costante delle forze dell’ordine. “Questa scelta ha lasciato il quartiere esposto a criminalità e degrado”, commenta Re.Re, aggiungendo che “non si tratta di un semplice errore tattico, ma di una precisa scelta politica di non affrontare il problema”.
“I residenti vivono nella paura, i commercianti vedono svanire clienti e dignità, e la città sembra essere abbandonata”, sottolinea ancora Re.Re. La domanda, conclude il Comitato, è inevitabile: “Siamo davanti a incapacità amministrativa o a disinteresse calcolato? Qualunque sia la risposta, il risultato è sempre lo stesso: una città lasciata sola di fronte al degrado”.


