REGGIO EMILIA – Congestionamento mostruoso questa mattina in centro storico a Reggio Emilia. Centinaia di sfortunati reggiani sono rimasti imbottigliati a lungo nel traffico, nel clima torbido di questo giugno umido e afoso, con le carrozzerie delle auto trasformate in lamiere incandescenti dal sole che cadeva a picco col termometro a quota 33 gradi, tra via Roma, via Bell’Aria, via Ferrari Bonini, via Nobili, piazza Vallisneri e vicolo del Brolo.
Il motivo della disavventura? La chiusura del traffico a tre quarti di via Roma, causata da un palchetto montato a ridosso dell’arco di Porta Santa Croce che questa sera ospiterà una selezione provinciale di Miss Italia. Una chiusura evidentemente segnalata male e in ritardo, diversamente non si spiega perché centinaia di malcapitati reggiani si siano imbottigliati in via Roma per sottoporsi alla sfiancante corveè.
Sarebbe stato necessario affiggere un cartello molto grande e molto visibile in fondo a via Monte San Michele o all’ingresso di via Dante Alighieri per avvisare gli automobilisti del blocco del traffico in via Roma, ma evidentemente ai tecnici e agli assessori del Comune di Reggio Emilia ciò deve essere sembrato superfluo. Per la cronaca anche via Ferrari Bonini è stata chiusa a metà percorso, inducendo gli sventurati automobilisti a imboccare lo stretto vicolo del Brolo per andare ad aumentare il caos in via Bell’Aria.
Chi scrive ha impiegato la bellezza di 40 minuti, tra clacson suonati freneticamente e improperi irripetibili di automobilisti, motociclisti e passanti, per percorrere i 1.000 metri scarsi compresi tra l’incrocio tra via Dante Alighieri e via Roma e il semaforo in fondo a via Nobili nei pressi dell’hotel Mercure Astoria. Attorno alle 12.30 il traffico in via Roma è stato riaperto e la zona è tornata a una situazione di relativa normalità. Certo, se questo è il modo che l’amministrazione comunale ha scelto per cercare di rilanciare un centro storico in stato comatoso, segnato da tempo da degrado e abbandono, i risultati saranno incerti, ma l’arrabbiatura dei reggiani è garantita.


