mercoledì, 7 Ottobre 2026
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Metalmeccanici, da Reggio Emilia in mille a Bologna per il contratto

Previsti 25 pullman e 10 bus speciali in partenza dalle aziende

REGGIO EMILIA – Sono già oltre un migliaio le adesioni, tra i lavoratori metalmeccanici reggiani, alla manifestazione del 20 giugno prossimo a Bologna per riaprire la trattativa sul contratto nazionale. Da Reggio Emilia e provincia (Guastalla, Sant’Ilario, Correggio, Fabbrico, Novellara, Luzzara, Reggiolo, Scandiano) partiranno non meno di 25 pullman, a cui si aggiungono autobus speciali che partiranno dalle sedi aziendali di: Dana Motion System, Dpc Hydaulics, Lombardini, Ognibene Power, Ferrari Gbw, Argo Tractors, Vimi Fastener, Still, Interpump e Nexion.

“Stiamo trovando difficoltà nella prenotazione dei pullman perché purtroppo mancano gli autisti – spiegano Fim-Fiom-Uilm provinciali – per questo invitiamo lavoratrici e lavoratori a prenotarsi prima che esauriscano i posti sugli autobus prenotati”. Se venerdì “venti capoluoghi di regione in tutta Italia si bloccheranno perché attraversati dai cortei delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici, sarà solo responsabilità di Federmeccanica e Unionmeccanica e della indisponibilità a riaprire il confronto per il rinnovo del contratto collettivo nazionale”, avvisano i segretari generali delle tute blu Simone Vecchi, Jacopo Scialla, e Alessandro Bonfatti.

Ricordando poi che “erano decenni che nel settore metalmeccanico non si vedeva uno stallo di una trattativa durare sette mesi, persino durante il Covid nonostante tutti i problemi che avevano sia le aziende che i lavoratori si riuscirono a organizzare incontri per poter trattare il rinnovo del contratto, e quella crisi era decisamente più importante di quella che oggi sta attraversando la manifattura di questo Paese”.

I sindacati tornano poi a ribadire: “Le analisi dei bilanci effettuati negli ultimi anni descrivono per la nostra provincia una crescita dei profitti delle imprese metalmeccanici fino al 2023 molto maggiore rispetto alla crescita del costo del lavoro quindi ci sono tutte le condizioni per permettere ai lavoratori di recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni, quando le imprese metalmeccaniche hanno consolidato una crescita di utili netti che può permettere e deve quindi garantire una distribuzione della ricchezza più equa tra azionisti e personale dipendente”.

“Persino nelle imprese più piccole con meno di 50 addetti, che spesso denunciano l’incompatibilità dei propri bilanci con le rivendicazioni salariali, emerge che negli ultimi cinque anni gli utili netti sono cresciuti di 2,5 volte, mentre il monte salari è cresciuto solo di 1,28 volte” aggiungono le sigle delle tute blu. Ma “la pazienza è finita- se non si riaprirà il negoziato dovremo inasprire le forme di lotta: non c’è alternativa”, concludono Bonfatti Scialla e Vecchi.