
REGGIO EMILIA – Una chiamata disperata al 112 nel cuore della notte ha fatto scattare l’allarme. Erano circa le 3 quando una giovane di 24 anni ha contattato la polizia in lacrime, denunciando di essere stata aggredita e violentata da uno sconosciuto nel parco di via Patti, tra la zona della Polveriera e la piscina di via Melato.
Pochi minuti dopo, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia ha individuato e arrestato un uomo di 29 anni, di origine nigeriana, con l’accusa di violenza sessuale e lesioni personali. Entrambi, vittima e aggressore, sono senza fissa dimora: un elemento che getta ulteriore luce su una vicenda segnata da profonda marginalità sociale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ragazza si trovava su una panchina quando è stata avvicinata dal 29enne, che le avrebbe proposto un rapporto sessuale a pagamento. Al netto rifiuto della giovane, l’uomo avrebbe reagito con violenza: l’ha afferrata per il collo e l’ha costretta con la forza a subire un atto sessuale. Le sue grida sono rimaste inascoltate: il parco, a quell’ora, era deserto.
Dopo l’aggressione, l’uomo si è allontanato, lasciando la 24enne da sola e in stato di choc. La giovane è riuscita a chiedere aiuto e sul posto sono intervenute immediatamente le forze dell’ordine. Accompagnata all’ospedale Santa Maria Nuova, è stata visitata dal personale specializzato nei casi di abuso e ha poi formalizzato la denuncia in questura, fornendo una descrizione dettagliata dell’aggressore.
Grazie agli elementi raccolti, gli inquirenti sono riusciti a identificare e fermare l’uomo nel giro di poche ore. Viste le gravi accuse, il pericolo di fuga e la possibilità di reiterazione del reato, è stato disposto l’arresto.
L’episodio è avvenuto nello stesso parco dove, nel novembre 2021, fu uccisa Juana Cecilia Hazana Loayza, la 34enne madre vittima del suo ex compagno e stalker. Una zona purtroppo nota per episodi di degrado e occupazioni abusive, specie durante la stagione estiva.
Il 29enne arrestato, che nega ogni responsabilità, comparirà oggi davanti al giudice per le indagini preliminari Matteo Gambarati per l’udienza di convalida. È difeso dall’avvocato Carmine Migale.


