
REGGIO EMILIA – Dal 2019 ad oggi avrebbe venduto in tutta Italia oltre un milione di sigarette elettroniche, omettendo però di rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa di riferimento, in ordine ad esempio ai finanziamenti dovuti per la gestione dei rifiuti di tipo elettrico.
È quanto emerso dall’operazione “Electronic Waste” della Guardia di Finanza di Correggio, nel cui mirino è finita una società reggiana che ha importato gli articoli dall’estero ed era per questo soggetta agli stessi obblighi di legge previsti per i “produttori”. Le indagini delle Fiamme gialle sono scattate su segnalazione della Fondazione Optime che, applicando un protocollo regionale, con il suo osservatorio monitora il mercato italiano dell’elettronica a tutela dei consumatori.
Per la società indagata sono fioccate multe per “alcune centinaia di milioni”, dice la Gdf reggiana. “Quando il nostro osservatorio ha individuato e segnalato casi di sospetta immissione sul mercato nazionale di sigarette elettroniche ‘usa e getta’ non avevamo ancora piena comprensione di quanto esteso e allarmante fosse il fenomeno”, spiega il presidente della Fondazione Optime Davide Rossi.
“L’indagine ha consentito di evidenziare un flusso spaventoso di prodotti e un conseguente danno non solo per il mercato legale ma anche per lo Stato, la salute dei cittadini e l’ambiente”, prosegue Rossi. “Si conferma quindi la assoluta validità del protocollo di intesa siglato nel giugno 2023 tramite il quale il mondo delle imprese può dialogare direttamente e collaborare fattivamente con la Guardia Finanza nel comune obiettivo di tutelare la legalità come pilastro essenziale di una libera e leale concorrenza tra operatori economici”, conclude il presidente di Optime. (Agenzia Dire)


